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Il mini taschino dei jeans, storia e pubblicità diventati mito

A cosa mai servirà la quinta tasca piccola e apparentemente inutilizzabile dei jeans? Ce lo saremo chiesti in tanti, almeno una volta, indossando i nostri denim preferiti.

La risposta arriva dritta dal 1873, anno in cui proprio Levi’s lo introdusse nei suoi pantaloni, noti anche come waist overalls – tute in vita – utilizzati principalmente dai minatori.

Pare infatti, che il taschino non fosse soltanto un vezzo estetico voluto da una delle attuali maggiori case produttrici di jeans, ma che fungesse da watch pocket dove specie i cowboy di fine ‘800 erano soliti riporre gli orologi da tasca. E perché no? Anche qualche pepita d’oro proveniente dalle miniere.

Negli anni successivi, le funzioni del taschino andarono diversificandosi: qualcuno pensò di utilizzarlo come portamonete, qualcun altro come tasca per nascondere i fiammiferi o dei bigliettini.

Ma l’idea che stupì e provocò grandi reazioni da parte del pubblicò la ebbe la Levi’s nel 1995 con lo spot realizzato per i jeans 501.

Drugstore è la geniale pubblicità ambientata tra gli anni ’30 e gli anni ’40 nell’entroterra americano. Un giovane compra dei preservativi in un emporio e la sera, prima di prendere la ragazza per un appuntamento, li infila nel taschino nascondendoli. Ma ad aprirgli la porta di casa trova lo stesso venditore che è anche padre della giovane.

Lo slogan recita “Watch pocket created in 1873. Abused ever since”.

Simbolo della ribellione e dell’indipendenza, ancora oggi, i mitici jeans 501 sono il modello più ricercato nei nostri negozi Genna for Levi’s di Palermo, nei punti vendita di via G. Sciuti 73/75 e di via M. Stabile 173.

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