La nascita dei jeans Genna for Levi's
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La nascita dei jeans

Come le storie più belle, anche quella dei jeans è fatta di ingegno e casualità. Sono trascorsi 144 anni da quando Levi Srauss ottenne il brevetto per pantaloni da minatore destinati a diventare un intramontabile must negli armadi di grandi e piccini del mondo intero.

Era il 1853 quando Strauss decise di lasciare New York diretto a San Francisco, certo di trovar fortuna nella terra del sole e di fare affari con la sua industria di abbigliamento a conduzione famigliare.

Era un bravo commerciante e un ottimo oratore tanto che, portato con sé un bel carico di pantaloni e magliette, riuscì a vendere gran parte della merce durante il viaggio, prima ancora di giungere a destinazione.

Una volta sbarcato a San Francisco, la sola cosa rimasta nel suo baule fu qualche ruvido tessuto per i tendoni dei carri. Ed ecco che, acuito l’ingegno e sperato in un pizzico di fortuna, lo tagliò, ricavandone un bel paio di pantaloni resistenti che allietarono un minatore della zona, stanco di indossare abiti fragili che si rompevano in continuazione.

Nacquero così i primi Levi’s della storia.

Stabilitosi in città, Strauss fondò una filiale della sua azienda di famiglia, la Levi Strauss & Co. dedicandosi alle vendite tradizionali e, al contempo, alla produzione dei pantaloni di sua invenzione che avevano trovato degli ottimi acquirenti tra i minatori.

Il passaggio da quel modello grezzo a quelli che oggi conosciamo come i Levi’s moderni fu graduale.

Prima di ogni cosa, fu scelto un tessuto sì resistente, ma al contempo più comodo e non più ruvido a contatto con la pelle: il denim, la nota stoffa dalla caratteristica tinta blu, proveniente dalla città francese di Nimes.

Pare comunque che, già qualche decennio prima, alcuni marinai di Genova avessero utilizzato  probabilmente il denim o del fustagno italiano per la realizzazione delle vele bluastre per le navi. Della loro idea resta traccia nel nome che Strauss diede ai suoi pantaloni da lavoro: i blue Jeans, dove il primo termine si riferisce al colore e Jeans sta per Genes – antico termine con cui ci si riferiva ai genovesi.

Il secondo e decisivo intervento che influenzò l’evoluzione dei jeans fu quello di Jacob Davis, un sarto cliente di Strauss.

Nel 1871, infatti, Davis ideò un modo per fissare le tasche ai pantaloni in modo definitivo applicando dei rivetti di rame nei punti più deboli. L’anno seguente scrisse a Strauss e con lui, il 20 maggio 1873, ottenne il brevetto.

Ben presto Strauss dedicò un’intera industria alla produzione dei blue jeans e nel 1866 arrivò anche il marchio di fabbrica: l’etichetta in pelle con i due cavalli che tirano un paio di jeans senza riuscire a romperli.

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